Gennaro Branca. Views of Nature

20 aprile 2024 – 13 maggio 2024

Testo Critico di Pasquale Ruocco

Inagurazione 20 aprile 2024

Piazza Ortale n. 20 – Cosenza

visita mostra

tel. 349-5756593

tel. 380-7777521

www.galleriaellebi.com

La Galleria d’Arte Ellebi presenta, sabato 20 aprile, la mostra personale di Gennaro Branca, dal titolo “Views of Nature”.

Ispirata dal libro di Alexander Von Humboldt, questa esposizione esplora il lavoro dell’artista, il quale rivisita il concetto di natura che viene reinterpretato in chiave soggettiva e concepito come forza armonizzante.

Attraverso le sue opere, infatti, Branca trae ispirazione dalle molteplici dimensioni del naturale, che è –come scrive il botanico tedesco –«universalità di tutto ciò che è e sarà», «forza interna di tutti i fenomeni», e, al contempo, elemento terreno e intimo alleato dell’uomo.

Scrive Pasquale Ruocco: “Il suo immaginario si muove tra l’osservazione microscopica e la restituzione cromaticamente accesa di fiori, piante, organismi cellulari, in una configurazione apparentemente caotica, disordinata, ma che serve ad esaltare l’incontrollabile vitalità della natura.Una pittura che si muove tra figurazione e astrazione, con la quale l’artista rimanda al legame esistente tra la misteriosa, intricata, vitalità dell’organico e la razionalità analitica dell’annotazione scientifica, al bisogno dell’uomo, cioè, di indagare il mistero dell’origine della vita, sottolineando come tutta sia indissolubilmente interconnesso”.

Unendo la sua personale visione del mondo naturale all’esplorazione delle relazioni tra colore e scrittura, figure e poesia visiva, Branca trasforma il concetto di natura in un’espressione poliedrica e caleidoscopica.
Tale ricchezza semantica incontra dunque, nella ricerca dell’artista, una superficie pittorica intesa come spazio stratificato e tridimensionale, da cui emergono colori decisi, forme astratte e pennellate dense, contaminate da segni e scritte.

Il colore appare come mezzo privilegiato per esprimere le sensazioni più intime: ricordando il suo debutto come writer, Branca non abbandona la bomboletta, ma la utilizza in modo maturo e consapevole, in un modus operandi evolutosi verso una tecnica mista, dove acrilico e olio si fondono con la verniciatura spray, dando vita a un’espressione artistica originale.

 

In aggiunta alle opere pittoriche, la mostra presenterà al pubblico installazioni uniche: sculture sospese intitolate “Frammenti”, realizzate in poliuretano e resina, che evocano l’evanescenza di petali, corolle e steli di fiori, elementi organici leggeri con i quali – scrive ancora Pasquale Ruocco – “l’artista si confronta con la
scultura cercando una relazione ancora più stretta con l’ambiente”.

In occasione della mostra, la galleria Ellebi ha ideato 20 cofanetti d’arte esclusivi. Ogni cofanetto contiene una piccola, ma preziosa, opera d’arte,
offrendo così ai visitatori un’esperienza straordinaria e raffinata.

“Views of Nature” di Gennaro Branca, espressione di un incontro sensoriale e immaginativo fra uomo e natura – visitabile dal 20 aprile al 13 maggio 2024 presso la Galleria Ellebi – promette di essere un’esperienza sensoriale intrigante, offrendo al pubblico l’opportunità di immergersi nell’universo artistico di un talento eclettico e visionario.

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Biografia

Giuseppe Gallo nasce a Rogliano (CS) nel 1954. Vive e lavora a Roma dal 1976, anno in cui inaugura la prima personale presso la Galleria Ferro di Cavallo. Nel 1979 approda in ambito internazionale con Europa ’79 a Stoccarda. In questi anni stabilisce il suo studio nell’ex-pastificio Cerere, quartiere San Lorenzo. Durante tale periodo si moltiplicano le iniziative nazionali ed internazionali:
varie esposizioni presso la Galleria Ferranti di Roma; rassegne al Groninger Museum a Groningen; alla Haus am Waldsee a Berlino nel 1981; l’esordio a New York con la Annina Nosei Gallery nel 1983, la partecipazione alla collettiva Atelier a cura di Achille Bonito Oliva nel 1984, L’Italie aujourd’hui/Italia oggi a Nizza e la mostra Anniottanta a Bologna nel 1985. Nello stesso anno è invitato a partecipare alla XIII Biennale de Paris.

Tra il 1986 e il 1992 si susseguono cinque personali: Sperone Westwater a New York con il catalogo scritto da Giorgio Agamben;
L.A. Louver di Venice; Akira Ikeda a Tokyo; Gallerie Di Meo a Parigi e Galleria Triebold a Basilea. Partecipa alla Biennale di Venezia
sia nel 1986 che nel 1990 con una sala personale presso il Padiglione Italia.

Nel 1990 inaugura la mostra Giuseppe Gallo. Oh Vocazione allestita prima a Roma, presso la Galleria Gian Enzo Sperone, e successivamente a Milano presso la Galleria Claudia Gian Ferrari Arte Contemporanea, dove esporrà nuovamente nel 1995 con la personale Giuseppe Gallo. Con le unghie della purezza. Risalgono al 1989 e 1993 due personali presso la Galleria di Alessandro Bagnai a Siena: Gallo è pazzo e Giuseppe Gallo. Danza armonia sui volti/sfiora le ciglia/e fermati sulle labbra di chi ride. Nel 1998 presenta la personale Tempus edax rerum. Seven Sculptures Measuring Time and Gallo’s Twenty-four Hours a Vienna, presso la
Galerie Ernst Hilger, e successivamente a Parigi presso la Galerie Di Meo. Nel 2001 presenta al Museo di Rende, sua terra di origine, Prova generale, un’analisi della sua intera attività, a cura di Achille Bonito Oliva, con la direzione generale di Tonino Sicoli;
l’anno successivo inaugura una mostra-allestimento presso la Fondazione Volume! di Roma, e nel 2004 dedica alle sue sculture la retrospettiva Percorso amoroso presso la Galleria Civica di Spoleto, a cura di Giovanni Carandente. Dal 2005 al 2006, si susseguono una serie di esposizioni personali, quali Mito-Rito-Sito a cura di Rolf Lauter e Mirta D’Argenzio (Galleria dello Scudo, Verona) e Gioco felice di un suonatore di tamburi (Galleria d’arte Emilio Mazzoli, Modena). Nel 2007 gli viene dedicata una personale al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, a cura di Danilo Eccher, dove vengono ripercorsi i 25 anni della sua produzione
artistica. L’anno seguente inaugura un’ampia rassegna, a cura di Inge Herold e Danilo Eccher, dedicata al suo lavoro presso la
Kunsthalle di Mannheim. Del 2008 è la personale Giuseppe Gallo. Symphonie en trois mouvements, presso la Galerie Di Meo a Parigi. Tra il 2009 e il 2010 partecipa a numerose collettive in importanti musei e spazi pubblici italiani quali: Italia Contemporanea.
Officina San Lorenzo al MART -Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Gli anni 80. Una prospettiva italiana, alla Villa Reale di Monza; Keep your seat: stai al tuo posto alla GAM –Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Il Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno gli dedica una personale nel 2010, La leggerezza dell’incoscienza; è del 2013 la personale Prismi all’Oratorio di San Rocco di Padova; mentre nel 2014 viene inauguratala mostra Gallo morto per amore –piccole sculture corpo a corpo a Bibo’s place, Todi. Nel 2015 sono tre le personali a lui dedicate: Il Quinto Quarto, in occasione dei dieci anni della Fondazione Pastificio Cerere, Rettangoli Aurei alla Galerie Italienne di Parigi e Una notte ho provato a uccidere un sogno. Da allora non mi sono più svegliato presso il Castello Normanno-Svevo di Cosenza.

Le opere di Giuseppe Gallo fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche quali il Moma di New York, il Museum Modern Kunst Stiftung Ludwig di Vienna, il Contemporain Midi Pirenées di Toulouse, il Groninger Museum, il Fukuyama Museum of Art, il Museum Biedermann di Donaueschingen, il MART di Rovereto, la GAM di Torino e il Parkview Green Museum di Pechino.

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