Galleria ElleBi @ ARTEFIERA 2016

La galleria d’Arte Ellebi presenterà nella prossima Fiera di Bologna Sebastiano Dammone Sessa e Giovanni Fava in un progetto espositivo curato da Antonio D’Avossa. La contiguità insieme alla distanza espressiva delle loro opere è visibile nella differente e comune modalità processuale di lavorare intorno al materiale principale che le costruisce: la carta.

Nelle opere di Sebastiano Dammone Sessa la carta assume la forma di volumi, o “gironi” e diventa supporto per una pittura che la fissa e la fa vivere in una sua stessa dimensione scultorea. Dunque materia, colore e forma sono rilette attraverso l’azione manuale di una torsione che configura forme ai limiti dell’organico. Lo sguardo del giovane artista si è nutrito delle lezioni visive dei grandi artisti della scultura inglese come Tony Cragg e Anish Kapoor.

Per Giovanni Fava la carta diventa supporto per una scrittura di pensieri e parole che assumono le forme di superfici monocromatiche dove il groviglio si uniforma e diventa leggibile e illeggibile nella manualità del processo costruttivo. Dal punto di vista formale la costruzione delle opere avviene per aggiunta di materiale cartaceo che si offre come un vero e proprio volume sia a parete che a pavimento. Forte delle lezioni di del grande artista ceco Jiri Kolar e del francese BenVautier, il giovane artista costruisce intorno alla forma un vero e proprio universo personale. (A. D’Avossa)

 

On occasion of the Fair, which will be held in Bologna, the Art Gallery Ellebi will present the artists Sebastiano Dammone Sessa and Giovanni Fava in an exhibition project by Antonio D’Avossa. The similarities and expressive differences in their works are evident in both artists’ working dimension based on a common material: paper.

For Sebastiano Dammone Sessa paper takes the shape of volumes or “circles” and becomes the support for painting that lends paper itself a sculptural dimension. Thus, matter, colour and shape are reinterpreted through the manual action of twisting that outlines shapes bordering on organic figures. The young artist’s sight has learned its lesson from visual “lectures” by great artists of the British school of sculpture such as Tony Cragg and Anish Kapoor.

Giovanni Fava employs paper to back up his thoughts and words expressed through monochrome surfaces where a tangle becomes uniform and can be legible and illegible through the plasticity of the constructive process. From a formal point of view the creation of works occurs by adding paper materials that become volumes on walls and floors. Supported by the lessons of the great Czech artist Jiri Kolar and of the French Ben Vautier, the young artist develops his own personal universe around the shape. (A. D’Avossa)